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  5. Anguille in grotta: un rifugio per una specie a rischio

Anguille in grotta: un rifugio per una specie a rischio

Mercoledì, 29 Luglio 2026
  • Un incontro raro nel buio della grotta
  • Una scoperta rara, quindi preziosa
  • Un pesce che nasce nell'oceano e vive nei fiumi
  • Cosa cercava, l'anguilla, dentro la grotta

Due osservazioni nella Grotta di Valdemino confermano un fenomeno raro: l'anguilla, pesce nato nel Mar dei Sargassi, può nascondersi negli ambienti carsici della costa ligure.

Un incontro raro nel buio della grotta

Nel febbraio 2022 e nel dicembre 2023, nel settore non turistico della Grotta di Valdemino, a Borgio Verezzi, alcuni ricercatori e ricercatrici hanno osservato due volte un'anguilla (Anguilla anguilla) nelle acque della cavità. Le dimensioni stimate dei due esemplari, tra 10 e 20 centimetri, sono diverse: è quindi probabile che si tratti di due individui distinti.

Catturarli non è stato possibile: muoversi nei tratti più interni della grotta è difficile, e gli animali sono stati documentati solo con l'osservazione diretta e alcune fotografie. Poco, ma sufficiente per porre una domanda: cosa ci fa un'anguilla dentro una grotta a 600 metri dal mare?

Una scoperta rara, quindi preziosa

La presenza di anguille in ambienti carsici ipogei è documentata in pochissimi casi al mondo. In Italia esiste un solo altro riferimento pubblicato, relativo alle grotte del Fiume, nelle Marche, dove già nel 2007 un gruppo di ricercatori aveva segnalato esemplari della stessa specie.

Lo studio sulla Grotta di Valdemino, pubblicato nel giugno del 2026 sulla rivista Environmental Biology of Fishes a firma di ricercatori e ricercatrici del Centro Studi Bionaturalistici, di Arpal, del Politecnico e dell'Università di Torino, e del Gruppo di Ricerca di Biologia Sotterranea Piemonte, sottolinea come ogni dato raccolto in questi contesti sia prezioso: mancano ancora studi sistematici sui sistemi carsici come possibile habitat per la specie.

Anguille grotte carsiche liguri SNPA

Alcune immagini delle anguille e del bacino idrografico, tratte dall'articolo di Dato, G.A., Ottonello, D., Fiorucci, A. et al. The role of coastal karst environments for the conservation of Anguilla anguilla (Linnaeus, 1758) in the Mediterranean area. Environ Biol Fish 109, 108 (2026). https://doi.org/10.1007/s10641-026-01875-z

Un pesce che nasce nell'oceano e vive nei fiumi

L'anguilla europea ha un ciclo biologico fuori dal comune: si riproduce una sola volta, alla fine della vita, nel Mar dei Sargassi, nell'Atlantico occidentale. Le larve attraversano l'oceano per raggiungere le coste europee, dove si trasformano prima in ceche e poi in anguille gialle, capaci di colonizzare un'ampia varietà di ambienti: fiumi, laghi, acque di transizione, zone costiere.

Quando raggiungono la maturità, diventano anguille argentate e intraprendono il viaggio inverso verso il mare dei Sargassi, per chiudere il ciclo. È proprio questa capacità di muoversi tra ambienti molto diversi tra loro a rendere plausibile, anche se ancora poco studiato, l'uso di ambienti come le grotte costiere.

Cosa cercava, l'anguilla, dentro la grotta

Per capire se la presenza in grotta fosse un caso isolato, i ricercatori hanno analizzato anche i corsi d'acqua superficiali che circondano la cavità. Attraverso Li.Bi.Oss., l'Osservatorio Ligure della Biodiversità gestito da Arpal, hanno confermato la presenza della specie nel vicino bacino del Pora.

Con campionamenti sul campo, nel torrente Bottassano — quasi sempre in secca, ma collegato al mare attraverso l'infiltrazione nei substrati carsici — sono stati catturati cinque esemplari di età diverse. Nel torrente Battorezza, a valle della grotta, non è stato invece trovato alcun pesce: qui l'alterazione del corso d'acqua e un ostacolo fisico impediscono alle anguille di risalire.

L'ipotesi degli autori è che le grotte carsiche possano funzionare da rifugio, soprattutto nelle fasi di siccità: tra novembre 2022 e dicembre 2023 un periodo di siccità eccezionale ha fatto scendere il livello dell'acqua nella grotta di oltre 4 metri, proprio nell'arco di tempo in cui è avvenuta una delle due osservazioni.

Una specie da proteggere

L'anguilla europea non è un pesce come gli altri anche per un altro motivo: rischia di scomparire. La Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) la classifica come «in pericolo critico», l'ultimo gradino prima dell'estinzione in natura, e negli ultimi decenni le sue popolazioni si sono ridotte drasticamente.

Le minacce sono molte e si sommano: la pesca, le centrali idroelettriche e le opere che frammentano i fiumi, le barriere e gli ostacoli vicino alle foci, la cementificazione degli argini e i lunghi periodi di siccità legati ai cambiamenti climatici, che prosciugano i tratti finali dei corsi d'acqua. In questo quadro, un rifugio come una grotta costiera può fare la differenza.

Ecco perché i ricercatori e le ricercatrici vogliono andare avanti: catturare gli esemplari senza disturbare l'habitat ipogeo per determinarne età e stadio di crescita, e mappare le connessioni tra acque sotterranee e superficiali, anche con l'analisi del DNA ambientale (eDNA). Ogni informazione sul modo in cui l'anguilla usa il territorio, comprese le vie sotterranee, può aiutare a proteggerla.

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