Falde e clima: Arpal monitora le acque sotterranee della Val Nervia
Capire lo stato delle falde è essenziale, a maggior ragione dopo un'estate segnata dal caldo eccessivo. Arpal e l'Università Côte d'Azur monitorano le acque sotterranee della Val Nervia, tra Italia e Francia, grazie al progetto ECOTERR.

La squadra al lavoro in Val Nervia, maggio 2026. (foto Arpal)
Perché monitorare l'acqua che non si vede
Buona parte dell'acqua che usiamo è custodita nel sottosuolo, nelle falde che alimentano pozzi e sorgenti. Quando le piogge diminuiscono e le temperature salgono, queste riserve sono tra le prime a risentirne. Sapere come si ricaricano e in che stato si trovano è il primo passo per gestirle bene.
L'acqua è tra le risorse più esposte al cambiamento climatico, con effetti sugli ecosistemi, sulle attività economiche e sugli usi civili e agricoli. Per gestirla con attenzione occorre conoscere a fondo il comportamento degli acquiferi, cioè gli strati di terreno e roccia che trattengono l'acqua sotterranea. Per questo gli studi condotti insieme e la condivisione delle metodologie sono, oggi più che mai, importanti.
Un progetto europeo per la sostenibilità e la resilienza dell'ambiente transfrontaliero
Il monitoraggio della Val Nervia si inserisce in un quadro più ampio. Le campagne rientrano in ECOTERR, un progetto della strategia territoriale ALPIMED+, un Piano Integrato Territoriale (PITER) finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma Interreg VI-A Italia-Francia ALCOTRA (Alpi Latine Cooperazione Transfrontaliera) 2021-2027. ECOTERR mira a gestire e proteggere le risorse naturali del territorio di confine tra Italia e Francia, dall'acqua alla biodiversità, per rafforzarne la capacità di adattarsi al cambiamento climatico. L'iniziativa, triennale, riguarda le valli Nervia, Roya e Vésubie. Oltre ad Arpal e all'Università Côte d'Azur di Nizza che coordina l’attività, coinvolge la Provincia di Cuneo e la Métropole Nice Côte d'Azur.
Le campagne di campionamento in Val Nervia
In Liguria l'area interessata è la Val Nervia, in provincia di Imperia. Qui Arpal effettua il monitoraggio chimico-fisico delle acque sotterranee con due obiettivi: studiare la ricarica della falda e individuare eventuali intrusioni del cuneo salino, cioè la risalita di acqua marina nella falda dei settori vicini alla costa.

Prelievo di un campione d'acqua presso una sorgente della Val Nervia. (foto Arpal)
La prima campagna si è svolta dal 18 al 22 maggio 2026 nei comuni di Pigna, Dolceacqua, Camporosso, Apricale, Isolabona, Rocchetta Nervina e Castel Vittorio. In tutto sono previste quattro campagne, con prelievi in dodici punti tra pozzi e sorgenti: la seconda dal 28 settembre al 2 ottobre 2026, le altre due nella primavera e nell'autunno del 2027. Le misure vengono eseguite direttamente in campo con sonda multiparametrica e precedono il prelievo dei campioni per le successive analisi di laboratorio.
Dai dati un modello per gestire l'acqua
I campionamenti permettono di caratterizzare dal punto di vista geochimico il corpo idrico e di comprendere le dinamiche delle risorse idriche nella piana del torrente Nervia. Il progetto prevede anche indagini geognostiche, per ricostruire la geometria dell'acquifero e definirne le caratteristiche geologiche e idrogeologiche. Tutti questi dati confluiranno in un modello idrogeologico dell'area che, alla conclusione del progetto, offrirà agli enti competenti una base conoscitiva per orientare le scelte di gestione delle risorse idriche. Per saperne di più si può consultare la pagina del progetto sul portale ALCOTRA.

