Genova ha più natura di quanto sembri
Quattro giorni, centinaia di osservatori sul campo, 497 specie documentate. La prima partecipazione genovese alla City Nature Challenge (CNC) ha prodotto dati scientifici che cambiano il quadro sulla biodiversità urbana in città.
Cosa ha trovato Genova in quattro giorni
Dal 24 al 27 aprile 2026, la città è stata percorsa da osservatori con gli occhi aperti e uno smartphone in mano. I 58 account che hanno caricato osservazioni su iNaturalist rappresentano spesso gruppi di persone che hanno esplorato insieme il territorio: il numero di chi ha partecipato sul campo è sensibilmente più alto. Il risultato è stato 1.524 osservazioni, 573 taxa identificati (il termine indica i gruppi biologici distinti riconosciuti, alcune volte a livello di specie, altre a livello di genere o famiglia quando l'identificazione non era sufficientemente precisa) per un totale di 497 specie determinate con certezza.
L'80% delle osservazioni ha superato la validazione degli esperti e sta per entrare nel database dell'Osservatorio della biodiversità ligure Libioss: 1.223 segnalazioni georeferenziate e verificate a livello di specie, pronte per essere usate in monitoraggi e politiche di tutela.
Specie rare in un contesto urbano
Prima di questo evento, le segnalazioni sull'area urbanizzata del comune di Genova presenti in Libioss erano poche e in gran parte concentrate sul parrocchetto dal collare: una specie aliena vistosa, che molti fotografano e caricano spontaneamente. La CNC ha ampliato il quadro in modo significativo, portando alla luce una biodiversità molto più ricca e distribuita con diversi elementi di pregio.
Lungo il percorso urbano dell'acquedotto storico sono stati confermati il geotritone di Strinati (Speleomantes strinatii) e la salamandrina dagli occhiali settentrionale (Salamandrina perspicillata), due specie di interesse conservazionistico la cui presenza in quell'area era nota ma non verificata con dati validati. A questi si aggiunge l'orbettino (Anguis veronensis), rettile discreto spesso scambiato per un serpente. In alcune aree periurbane sono stati segnalati esemplari di orchidee (Orchis provincialis, Serapias lingua e Serapias vomeracea), indicatori di alta qualità ambientale, in quanto specie sensibili a cambiamenti del suolo ed all’inquinamento.
Tra le segnalazioni di maggiore interesse anche Exaireta spinigera, la cosiddetta mosca soldato da giardino: specie aliena invasiva la cui presenza nell'area genovese era segnalata ma non ancora confermata da esperti entomologi. La CNC ha fornito le osservazioni necessarie per la verifica.

Alcune immagini estratte dalle osservazioni della CNC2026: la mosca soldato da giardino, la salamandrina dagli occhiali settentrionale, il geotritone di Strinati, un'orchidea e un orbettino.
Una biodiversità diffusa, non concentrata
Il gruppo tassonomico più rappresentato è quello delle piante, con 1.011 osservazioni per 324 taxa, sia autoctone sia aliene invasive, seguito da insetti (209 osservazioni, 114 taxa) e uccelli (120 osservazioni, 47 specie). Tra gli uccelli, accanto alle specie strettamente sinantropiche (organismi che vivono in ambienti molto antropizzati, traendo vantaggio dalla presenza dell’uomo) come piccione e gabbiano, è comparso il picchio verde nei pressi di Villa Rosazza: un segnale che il verde urbano genovese mantiene connessioni funzionali con i sistemi naturali circostanti.
Nel complesso, i dati mostrano che la biodiversità urbana genovese non è concentrata in pochi parchi di pregio ma è distribuita: sostenuta da specie comuni che costituiscono la struttura portante degli ecosistemi urbani, e arricchita da presenze più rare che ne aumentano il valore ecologico.
Genova nel quadro globale e italiano
A livello globale, Genova si è posizionata 311ª su 725 città partecipanti per numero di osservazioni, 289ª per taxa rilevati e 337ª per numero di osservatori. Numeri che, per una prima partecipazione con una comunità ancora in costruzione, indicano un rendimento per osservatore molto solido.
Nel confronto italiano, Genova si colloca al sesto posto per osservazioni, dietro Roma, Torino, Milazzo, Siena e Messina, e davanti a Pisa, Bergamo e Ferrara. Con i suoi partecipanti e 1.524 osservazioni, il rapporto tra presenze sul campo e risultati è tra i più efficienti della penisola.
A livello globale, l'edizione 2026 della City Nature Challenge ha raccolto quasi 3 milioni di osservazioni da oltre 109.000 partecipanti in tutto il mondo, documentando più di 83.000 specie.
L'anno prossimo si allarga
L'iniziativa è promossa in Liguria dall'Università degli Studi di Genova - DISTAV e da Arpal che si sono occupati di organizzarne il lancio sul territorio e guidare il gruppo di esperti validatori.
I risultati di questa prima edizione confermano che il modello funziona: la partecipazione cittadina produce dati scientificamente solidi, validati da una comunità di 198 identificatori, e arricchisce in modo significativo le conoscenze disponibili sulla biodiversità locale. L'obiettivo per il 2027 è replicare l'esperienza estendendola anche all'area urbana di Savona.

