L’esperienza di Arpal a RemTech 2026
Anche quest’anno Arpal ha partecipato a RemTech Expo, evento specializzato sui temi del risanamento, della rigenerazione e dello sviluppo sostenibile dei territori.
L’intervento di Arpal si è svolto nell’ambito della sessione “Bonifiche: valori di fondo e compatibilità delle concentrazioni con il contesto territoriale”, coordinata da ARPAE Emilia-Romagna, con una presentazione dedicata a “L’esperienza di Arpa Liguria nella gestione dei fondi naturali”.
Un tema sul quale all’Agenzia è stato riconosciuto un ruolo pionieristico, legato anche alle particolari caratteristiche geologiche della Liguria e alla presenza di diverse anomalie geochimiche naturali, che possono determinare elevate concentrazioni di alcuni metalli e semimetalli nei terreni.
La normativa ambientale prevede infatti che, in presenza di anomalie geochimiche naturali riconosciute e accertate, le Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) possano essere sostituite dai Valori di Fondo Naturale (VFN). La determinazione rigorosa di questi valori richiede però attività complesse, dai piani di campionamento alle elaborazioni statistiche fino alla distinzione dell'eventuale componente antropica. Un procedimento giustificato per siti complessi, ma che può risultare sproporzionato nel caso di interventi di piccola o media entità.
Proprio per rispondere a questa esigenza, già nel 2014 Arpal aveva elaborato le “Linee guida per lo studio dei valori di fondo naturale di alcuni metalli e semimetalli nei suoli della Liguria”, adottate da Regione Liguria con la DGR 1020/2014 e successivamente aggiornate con la DGR 1337/2023. Le linee guida hanno introdotto nello specifico ambito geochimico il concetto di “compatibilità geologica”.
L'approccio consente, senza determinare un nuovo valore normativo sito-specifico, di documentare se le concentrazioni rilevate siano coerenti con quelle attese sulla base delle caratteristiche litologiche e geochimiche dell'area. Il proponente può fare riferimento alla cartografia geolitologica e geochimica regionale e, quando necessario, produrre una carta degli affioramenti a supporto. Lo studio può così avere un livello di complessità più contenuto, mentre spetta all'ente di controllo valutare caso per caso la compatibilità.
Un'impostazione che ha successivamente trovato spazio anche nella normativa nazionale: l'articolo 242, comma 13-ter, attribuisce alle Arpa la competenza a definire il valore di fondo naturale o antropico e prevede la possibilità per l'Agenzia di esprimersi sulla compatibilità delle concentrazioni rilevate con le condizioni geologiche del contesto. Un meccanismo che Arpal aveva anticipato con le proprie linee guida del 2014.
La partecipazione a RemTech 2026 è stata infine un'importante occasione di confronto con le altre realtà regionali, anche in vista delle ulteriori evoluzioni legate alla normativa sulle terre e rocce da scavo. Il dibattito ha fatto emergere approcci ed esigenze differenti tra i territori, mentre ARPAE Emilia-Romagna ha sottolineato anche il ruolo delle Regioni nell'assicurare risorse adeguate alla gestione e allo sviluppo di questo importante ambito ambientale.

