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  5. Reati ambientali, una lettura comune per chi controlla

Reati ambientali, una lettura comune per chi controlla

Venerdì, 23 Ottobre 2026
  • I saluti istituzionali
  • Le relazioni
    • Indagini sui reati ambientali: ruolo e attività della polizia giudiziaria
    • La riforma della normativa sui rifiuti 
    • Il diritto penale ambientale europeo

Il diritto ambientale è cambiato due volte in poco più di otto mesi: il 21 ottobre Procura di Genova e Arpal hanno riunito ispettori e forze di polizia per leggere insieme le nuove norme. All’incontro, al Blue District, hanno partecipato un centinaio di persone, in sala e da remoto: tecnici di Arpal, Carabinieri e Carabinieri forestali, Capitaneria di Porto, Polizia Locale, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra chi accerta gli illeciti e chi li persegue.

I saluti istituzionali

Hanno aperto i lavori il Direttore Generale di Arpal Elisabetta Trovatore, il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci, l’Assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone, il Direttore Marittimo della Liguria e Comandante del Porto di Genova, Ammiraglio Antonio Ranieri e il Procuratore della Repubblica di Genova Nicola Piacente. Dai loro interventi è emerso un messaggio comune: norme complesse e in continua evoluzione richiedono un’interpretazione condivisa e controlli omogenei, a garanzia di cittadini e imprese.

“Le ultime modifiche normative mettono al centro l’ambiente e, in particolare, i reati ambientali legati ai rifiuti. Valutare le novità e le ricadute su chi opera ogni giorno sul territorio è un percorso impegnativo, che nessuno può affrontare da solo: per questo trovarci insieme oggi non è affatto superfluo - spiega il Direttore Generale di Arpal Elisabetta Trovatore -. In questa sala sono rappresentati tutti i soggetti che devono dialogare: la Procura, Arpal e i corpi impegnati nella tutela dell’ambiente, dai Carabinieri alla Guardia di Finanza, dalla Polizia Locale alla Capitaneria di Porto. Servono comportamenti omogenei per applicare le norme correttamente e nello stesso modo su tutto il territorio. Accolgo con soddisfazione la partecipazione di così tanti enti e ringrazio la Procura, che ci accompagna nella lettura delle novità e rende più semplice il nostro lavoro sul campo”.

“La collaborazione tra istituzioni, principio su cui si basa anche questo corso di formazione organizzato da Procura e Arpal, è fondamentale per raggiungere il nostro obiettivo comune: migliorare la qualità della vita dei cittadini e promuovere una società civile in cui le leggi siano rispettate e i comportamenti corretti valorizzati - dichiara il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci -. Nel settore ambientale, la complessità della normativa rende indispensabile lavorare insieme, condividendo competenze ed esperienze. La pubblica amministrazione deve realizzare interventi utili alla collettività, rispettando le leggi e utilizzando correttamente le risorse disponibili sempre nel massimo rispetto della tutela dell’ambiente e della salute: il nostro compito è affrontare i problemi senza rinunciare a questo principio, attraverso il contributo di tutti”.

“In un ambito complesso e in continua evoluzione come quello dei reati ambientali, è fondamentale garantire un’interpretazione condivisa delle norme e procedure omogenee tra tutti gli organi impegnati nei controlli - dichiara l’Assessore regionale alla Protezione civile e Gestione del ciclo dei rifiuti Giacomo Raul Giampedrone -. Una gestione corretta del ciclo dei rifiuti passa anche da controlli capaci di individuare e sanzionare chi non rispetta le regole. Per questo ringrazio la Procura di Genova e Arpal per aver promosso questo importante momento di formazione e confronto, che rafforza la collaborazione tra istituzioni e forze dell’ordine. Arpal, con i suoi quasi 60 ufficiali di polizia giudiziaria, svolge un ruolo essenziale nella tutela dell’ambiente e nel supporto alle attività investigative: professionalità e coordinamento sono indispensabili per assicurare controlli efficaci e un’applicazione uniforme delle regole sul territorio”.

“Il territorio ligure, con la sua straordinaria ricchezza naturalistica e con la centralità del sistema portuale e marittimo, richiede un presidio costante di legalità e un’azione di controllo capace di coniugare competenza tecnica, tempestività d’intervento e rigore investigativo - ricorda il Direttore Marittimo della Liguria e Comandante del Porto di Genova, ammiraglio Antonio Ranieri-. La tutela dell’ambiente marino e costiero rappresenta una componente essenziale della missione istituzionale della Guardia Costiera, che è quotidianamente impegnata in attività di vigilanza, prevenzione e accertamento degli illeciti, con particolare riferimento alla salvaguardia del mare, alla protezione degli ecosistemi costieri e al rispetto della normativa ambientale nelle aree di competenza”.

“Solo un approccio multidisciplinare e integrato alla tutela dell’ambiente consente di costruire una strategia di indagine adeguata - dichiara il Procuratore della Repubblica di Genova Nicola Piacente -. L’ambiente, così come la salute, è un bene di rilevanza costituzionale e la sua tutela deve essere una priorità quanto alla prevenzione e alla repressione dei reati. Il riconoscimento della natura prioritaria nella trattazione dei reati contro l’ambiente deve riverberarsi, quanto agli uffici di polizia giudiziaria e agli uffici inquirenti, in una politica oculata e adeguata di attribuzione delle risorse. A chi lavora con gli uffici inquirenti chiediamo aggiornamento, professionalità, riconoscimento e rispetto del ruolo del pubblico ministero di coordinamento delle indagini, secondo quanto previsto dagli articoli 109 della Costituzione e 327 del codice di procedura penale”.

reati ambientali

Le relazioni

Indagini sui reati ambientali: ruolo e attività della polizia giudiziaria

La Sostituta Procuratrice Dott.ssa Eugenia Menichetti ricorda che la legge 132/2016 ha istituito il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), formato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (Arpa), ed ha affidato loro il ruolo di garanti dell’ambiente. Il personale ispettivo in possesso della qualifica di UPG svolge un ruolo essenziale nei controlli.

La dott.ssa Menichetti ha sottolineato che, perché le fonti di prova siano utilizzabili nella successiva fase processuale, ogni passaggio dell’accertamento va condotto con rigore, in modo da consegnare alla Procura un quadro oggettivo e neutro che rappresenti correttamente il reato, soprattutto attraverso rilievi fotografici, video e campionamenti. La Sostituta PM ha inoltre offerto alcune indicazioni importanti sul contenuto della comunicazione della notizia di reato, che deve essere chiara e giungere all’organo inquirente nel più breve tempo possibile: un corretto e tempestivo intervento è fondamentale per porre fine alle conseguenze derivanti dalla continuazione del reato.

La riforma della normativa sui rifiuti 

“Per troppo tempo il reato ambientale è stato considerato un reato di serie B - ha spiegato il Sostituto Procuratore Fabrizio Givri -. Oggi, giustamente, non è più così: la legge gli riconosce il peso che merita”. Il Dott. Givri ha approfondito la riforma introdotta dal D.L. 116/2025 (conv. L. 147/2025), il cosiddetto decreto “Terra dei fuochi”. L’attenzione principale del legislatore non si limita più alla semplice repressione di condotte costituenti, per la maggior parte, ipotesi di reato contravvenzionale, ma mira a costruire un sistema integrato di tutela dell’ambiente fondato sulla prevenzione e sulla responsabilità organizzativa dell’impresa. In altre parole, il diritto penale ambientale torna al centro della protezione dei beni ambientali, ponendo un forte accento sul rischio per la salute pubblica, per le matrici naturali e per la sicurezza dei cittadini.

Il D.L. 116/2025, nello specifico, introduce un modello penalistico più rigoroso, in cui le condotte pericolose, prima punite a titolo di contravvenzione vengono elevate a delitto e le sanzioni detentive diventano centrali. Si segnala, sotto questo profilo, anche l’aggiornamento dell’art. 131 bis c.p., a cui viene introdotto il comma 4 ter, che esclude l’applicazione della particolare tenuità del fatto per i delitti di cui agli artt. 255 ter, 256, comma 1 e 1 bis, 3 e 3 bis, 256 bis e 259 TUA. Sul piano procedurale, la natura delittuosa delle condotte permette ora interventi dell’autorità giudiziaria in precedenza non ammissibili, quali l’arresto in flagranza, misure cautelari detentive e intercettazioni, ampliando significativamente i poteri degli organi inquirenti.

Il diritto penale ambientale europeo

Il Procuratore Aggiunto Federico Manotti ha proposto una prima lettura del decreto legislativo 81/2026, in vigore dal 2 giugno, che recepisce la direttiva europea 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente. Il decreto introduce il delitto di commercio di prodotti inquinanti e amplia il reato di inquinamento ambientale. Istituisce inoltre, presso la Procura generale della Corte di Cassazione, un sistema di coordinamento nazionale contro la criminalità ambientale. Il Dott. Manotti si è poi soffermato sulle difficoltà interpretative delle nuove norme: per concetti centrali come habitat ed ecosistema, il decreto rimanda alle direttive europee e ai relativi allegati, che occorre consultare per garantire un’interpretazione del diritto interno coerente con quello dell’Unione Europea. Le numerose domande del pubblico hanno confermato quanto il tema sia sentito da chi lavora ogni giorno sul territorio.

È auspicabile un nuovo momento di confronto, come proposto dal Dott. Dario Lagostena, Direttore del Dipartimento Attività produttive e rischio tecnologico (Aprite) di Arpal, che ha moderato l’incontro. Il dialogo diretto tra tutti i soggetti coinvolti si è dimostrato un formato efficace. Si ringrazia la Procura il cui intervento ha avuto ruolo fondamentale nell’organizzazione dell’evento formativo e che ha manifestato la propria disponibilità a partecipare all’organizzazione di altri corsi di aggiornamento e approfondimento per quanti operano nella tutela dell’ambiente.

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