Strategia Marina, aperta la consultazione pubblica 2026
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il supporto tecnico-scientifico di ISPRA, ha avviato il 5 maggio 2026 la consultazione pubblica sui Programmi di monitoraggio 2027-2032 della Strategia Marina, prevista dall’art. 16 del D.Lgs. 190/2010.
I programmi di monitoraggio sottoposti alla consultazione riguardano gli 11 descrittori ambientali previsti dalla Direttiva europea 2008/56/CE. I documenti, già esaminati dal Comitato Tecnico nazionale, sono disponibili alla pagina:
Consultazione pubblica 2026 – Strategia per l’Ambiente Marino
Si tratta della proposta dei nuovi Programmi di monitoraggio da attuare nel prossimo sessennio 2027-2032, predisposta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Autorità competente per l’attuazione della Strategia Marina, sulla base delle attività elaborate da ISPRA con la collaborazione delle Agenzie ambientali costiere, raggruppate nelle tre sottoregioni marine: Mar Adriatico, Mar Ionio e Mediterraneo centrale, Mar Mediterraneo occidentale.
La proposta ha già ottenuto l’avvallo del Comitato Tecnico previsto dalla normativa, composto da rappresentanti delle amministrazioni centrali, delle Regioni, dell’Unione delle Province e di ANCI. La consultazione pubblica rappresenta quindi una fase ulteriore del percorso di condivisione e partecipazione, utile a raccogliere osservazioni e contributi prima dell’approvazione definitiva dei Programmi tramite decreto ministeriale.
Alla consultazione pubblica possono partecipare tutti i soggetti interessati alla tutela e gestione dell’ambiente marino: enti pubblici, istituzioni, università, associazioni ambientaliste e di categoria, operatori del settore marittimo e della pesca, professionisti, aziende, organizzazioni scientifiche e singoli cittadini.
Commenti e osservazioni potranno essere inviati entro il 4 giugno 2026 alle ore 12:00 all’indirizzo e-mail
Cos’è la Strategia Marina
La Strategia Marina è lo strumento con cui l’Unione Europea promuove la tutela dell’ambiente marino e il raggiungimento del buono stato ecologico dei mari.
Recepita in Italia con il D.Lgs. 190/2010, prevede attività di monitoraggio e programmi di intervento per ridurre gli impatti antropici e proteggere biodiversità, habitat ed ecosistemi marini.
Dal 2015 Arpal svolge il ruolo di capofila per la sotto-regione del Mediterraneo occidentale, che comprende Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Sardegna.
In Liguria le attività di monitoraggio interessano numerosi aspetti dello stato di salute del mare, tra cui qualità delle acque e dei fondali, microplastiche, rifiuti marini, habitat del coralligeno e praterie di Posidonia oceanica.
Per saperne di più:

