Zanzare, le piogge favoriscono la ripresa a settembre
Sembravano aver dato tregua proprio nei mesi più caldi dell’estate.
Ora, invece, con l’arrivo di settembre le zanzare sono tornate a farsi sentire, tanto che in alcune zone la loro presenza può apparire persino maggiore rispetto a luglio e agosto. Il motivo va cercato soprattutto nell’andamento meteorologico delle ultime settimane: dopo una fase estiva molto calda e asciutta, le piogge hanno nuovamente creato ristagni e piccole raccolte d’acqua, condizioni ideali per la schiusa delle uova e lo sviluppo delle larve.
Per riprodursi infatti le zanzare hanno bisogno di acqua. E non servono necessariamente grandi ristagni: per specie come la zanzara tigre sono sufficienti piccolissime raccolte d’acqua in sottovasi, tombini, secchi, grondaie, contenitori lasciati all'aperto e altri punti nei quali l'acqua piovana può fermarsi.
Durante i periodi più secchi dell'estate molti di questi potenziali focolai rimangono asciutti oppure l'acqua evapora rapidamente a causa delle alte temperature. Le uova, però, possono sopravvivere all'essiccamento e attendere il ritorno di condizioni favorevoli. Con le piogge di fine estate il meccanismo può quindi ripartire: i contenitori tornano a riempirsi, aumenta la disponibilità di acqua e le uova deposte precedentemente possono schiudersi.
È uno dei motivi per cui settembre non coincide necessariamente con la fine della stagione delle zanzare. Anzi, dopo un'estate particolarmente asciutta, una sequenza di precipitazioni accompagnata da temperature ancora miti può creare condizioni favorevoli a una nuova generazione.
A giugno avevamo evidenziato come le temperature superiori alla media accelerino le diverse fasi dello sviluppo delle zanzare, dalla schiusa delle uova fino alla comparsa degli esemplari adulti: https://www.arpal.liguria.it/home-page/notizie-tematiche/item/temperature-sopra-la-media-accelerano-i-cicli-delle-zanzare.html
Quando alla presenza di acqua si associano temperature favorevoli, il ciclo può completarsi più rapidamente e possono susseguirsi più generazioni in tempi molto più brevi del normale.
Il caldo, quindi, da solo non basta; è la combinazione tra temperature ancora elevate e disponibilità di acqua a creare un ambiente particolarmente favorevole alla proliferazione.
Arpal partecipa al tavolo tecnico gestito e attivato da Liguria Salute, che si occupa fra l’altro del Piano Regionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi, malattie causate da virus trasmessi tramite puntura all’uomo e agli animali domestici proprio da zanzare (o morso da parte delle zecche, altra diffusa e sgradita presenza nei boschi liguri).
In Italia sono soggette a sorveglianza speciale le seguenti arbovirosi: Chikungunya, Dengue, Zika, West Nile, Usutu, Encefalite da zecca (Tbe) e le infezioni neuro-invasive da virus Toscana.

