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Aria e cooperazione europea: incontri a Genova

Giovedì, 01 Ottobre 2026

Due giorni dedicati alla qualità dell’aria, tra monitoraggio, modellistica, strategie di mitigazione e cooperazione transfrontaliera. Il 24 e 25 settembre il Genova Blue District ha ospitato due appuntamenti che hanno messo a confronto esperienze italiane e francesi nell’ambito dei progetti europei AirLabò e ALP’AERA, con il coinvolgimento di Arpal.

Tecnici, esperti, istituzioni e stakeholder si sono confrontati su un tema che, per sua natura, supera i confini amministrativi: conoscere sempre meglio i fenomeni che influenzano la qualità dell’aria e mettere in comune dati, strumenti ed esperienze per individuare strategie di intervento efficaci.

È proprio la dimensione transfrontaliera uno degli elementi che lega i due progetti. «La qualità dell’aria non ha confini – sottolinea Giulia Bartolo, del settore Progetti europei di Regione Liguria – e il cuore dei programmi Interreg è proprio lo scambio di esperienze tra territori. L’obiettivo, anche nell’ottica della programmazione europea, è creare sinergie e fare in modo che quanto sviluppato attraverso i singoli progetti possa essere messo a sistema e utilizzato in maniera più completa, anche in territori differenti».

AirLabò: confronto e modellistica per la qualità dell’aria nei porti

Il pomeriggio di giovedì 24 settembre è stato dedicato al Living Lab di AirLabò, progetto finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027 e dedicato al miglioramento della qualità dell’aria nelle aree portuali, al quale Arpal partecipa come partner tecnico-scientifico.

Il Living Lab ha rappresentato un momento di partecipazione e confronto tra i diversi soggetti coinvolti, con l’obiettivo di condividere conoscenze ed esperienze e contribuire alla costruzione di strategie comuni per la mitigazione delle emissioni nelle città portuali.

«Sono momenti partecipati molto importanti quando si parla di qualità dell’aria nei porti, perché il confronto tra soggetti diversi è fondamentale – spiega Carmen Giordano, referente del capofila del progetto AirLabò –. I Living Lab aiutano moltissimo proprio in questo percorso di confronto e rappresentano uno strumento che, anche alla luce di quanto emerge dalla letteratura, è importante continuare a sviluppare e portare avanti».

Accanto alla dimensione partecipativa, AirLabò comprende una significativa attività tecnico-scientifica. Arpal ha lavorato in particolare nel fornire i dati sperimentali rilevati dalla rete regionale della qualità dell’aria in quanto è dotata di postazioni ben rappresentative dell’area retro porto e sulla modellistica, sia per valutare possibili scenari di mitigazione delle emissioni portuali sia per studiare con un elevato livello di dettaglio la dispersione delle emissioni prodotte dalle singole navi.

«Nell’ambito del progetto AirLabò, Arpal ha sviluppato due approcci modellistici complementari – spiega Andrea Bisignano, modellista di Arpal –. Il primo ha riguardato l’utilizzo di un modello idoneo a simulare il trasporto e la chimica degli inquinanti atmosferici sull’intero territorio regionale, con risoluzione di un chilometro, allo scopo di valutare scenari di mitigazione delle emissioni portuali. Rispetto al precedente progetto AerNostrum, sono stati considerati, oltre al cold ironing e all’LNG, anche scenari associati alla possibile introduzione nel Mediterraneo di una NECA, ossia una zona con requisiti emissivi più stringenti per gli NOx. Le simulazioni hanno evidenziato una progressiva riduzione dell’impatto delle emissioni navali sulla qualità dell’aria negli scenari futuri».

Il secondo approccio porta l’analisi a una scala ancora più dettagliata.

«Abbiamo utilizzato un modello ad altissima risoluzione, 100 m, appropriato per simulare la dispersione dei pennacchi emessi da singole navi da crociera in una orografia complessa come quelle Ligure – prosegue Bisignano –Le emissioni, fornite da AtmoSud, sono state stimate a partire dai dati AIS, ricostruendo la traiettoria della nave e le relative condizioni operative. Sono state effettuate simulazioni preliminari nei porti di Genova, Savona-Vado e La Spezia, su domini di circa 10 per 10 chilometri».

L’obiettivo, precisa Bisignano, non è tanto arrivare a una quantificazione puntuale delle concentrazioni, che rimane soggetta alle incertezze legate alla stima emissiva, quanto «individuare le aree maggiormente interessate dalla dispersione delle emissioni navali in funzione della posizione della nave e delle condizioni meteorologiche».

 

airlabo

ALP’AERA: esperienze e strumenti a confronto tra territori diversi

Il filo conduttore della qualità dell’aria è proseguito nella mattinata di venerdì 25 settembre con l’evento transfrontaliero “Misure sperimentali e output modellistici in contesti prealpini e costieri”, organizzato nell’ambito del progetto ALP’AERA, finanziato dal Programma Interreg ALCOTRA, in collaborazione con Arpal e AirLabò.

La seconda giornata ha permesso di allargare il confronto mettendo in relazione le attività sperimentali e gli strumenti modellistici sviluppati in contesti prealpini e costieri. Territori con caratteristiche differenti, ma accomunati dalla necessità di comprendere sempre meglio la distribuzione degli inquinanti e di disporre di strumenti efficaci per monitorare e gestire la qualità dell’aria.

Il confronto tra le esperienze maturate nei due progetti ha consentito di condividere approcci e metodologie e, soprattutto, di ragionare sulla possibilità di trasferire e mettere a sistema strumenti e conoscenze sviluppati in territori differenti.

Un approccio che richiama proprio il valore della cooperazione sottolineato da Giulia Bartolo: non considerare i singoli progetti come esperienze isolate, ma creare connessioni e sinergie che consentano ai risultati ottenuti di essere valorizzati anche oltre il territorio nel quale sono stati inizialmente sviluppati.

A conclusione della mattinata, una tavola rotonda con esperti, tecnici e rappresentanti italiani e francesi ha ampliato il confronto alle azioni di mitigazione, considerando in particolare le condizioni più restrittive in vista del recepimento (entro 11 dicembre 2026) della Direttiva UE 2024/2881 sulla qualità dell’aria, guardando anche alle opportunità per sviluppare nuove progettualità comuni sui temi della qualità dell’aria, del clima e della biodiversità.

Le due giornate genovesi hanno così messo in relazione due esperienze europee diverse ma complementari. Da un lato AirLabò, con il lavoro sulla qualità dell’aria nelle aree portuali, la partecipazione degli stakeholder e lo sviluppo di strumenti modellistici; dall’altro ALP’AERA, con il confronto tra misure sperimentali e modellistica applicate a contesti territoriali differenti in relazione ai cambiamenti climatici.

A unirle è la convinzione che dati, conoscenze e strumenti acquistino ancora più valore quando vengono condivisi e messi a disposizione di territori diversi.

Attraverso la partecipazione ai due progetti, Arpal contribuisce a questo percorso mettendo in rete competenze tecnico-scientifiche, attività di monitoraggio e modellistica, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza dei fenomeni ambientali e fornire strumenti sempre più efficaci a supporto delle strategie per la qualità dell’aria.

 

Qui la pagina dei progetti europei di Arpal

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