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Tartaruga Caretta caretta

  • Che specie è
    • Dove vive e perché è importante
    • Minacce
    • La nidificazione
    • La Caretta caretta in Liguria
    • Monitoraggio e ruolo di Arpal — GLIT
    • Cosa fare se la incontri
    • Materiali informativi
    • Pubblicazioni e normativa

Che specie è

Caretta caretta, nota come tartaruga marina comune, è il rettile marino più diffuso nel Mediterraneo. È l’unica specie di tartaruga che nidifica regolarmente lungo le coste italiane.

Caratteristiche principali:

  • Carapace bruno-rossastro, piastrone giallo panna
  • Lunghezza: 110–140 cm, peso: fino a 100 kg
  • Raggiunge la maturità sessuale intorno ai 20 anni
  • Si nutre prevalentemente di invertebrati bentonici: molluschi, crostacei, echinodermi
  • Può vivere oltre 70 anni
 

tartaruga caretta sestri levante

Una piccola Caretta caretta, fuoriuscita dal nido di Sestri Levante, 14 agosto 2025.

Dove vive e perché è importante

La tartaruga marina comune ha una distribuzione globale che comprende Atlantico, Pacifico, Indiano e Mediterraneo. Nel bacino mediterraneo frequenta soprattutto le acque costiere e le aree di pesca, ma compie lunghe migrazioni tra le aree di alimentazione e i siti di nidificazione.

Perché è importante

Le tartarughe marine svolgono ruoli ecologici fondamentali:

  • Regolano le popolazioni di meduse e altri invertebrati
  • Contribuiscono al ciclo dei nutrienti marini
  • Sono indicatori dello stato di salute degli ecosistemi costieri
  • Sono specie ombrello: la loro tutela protegge l’intero habitat marino
  • Sono indicatori del cambiamento climatico
 

Stato di conservazione

La IUCN classifica C. caretta come vulnerabile a livello globale. Alcune popolazioni oceaniche sono in pericolo critico. La sottopopolazione mediterranea è considerata a minor preoccupazione grazie a trend riproduttivi stabili, ma resta esposta a minacce intense.


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Minacce

Le principali minacce per la specie nel Mediterraneo sono:

Minacce dirette

  • Catture accidentali (bycatch) nella pesca a strascico e con palangari
  • Collisioni con imbarcazioni e traffico marittimo
  • Ingestione di rifiuti plastici scambiati per cibo (specialmente meduse)
  • Ingarbugliamento in reti e attrezzi da pesca abbandonati
 

Minacce agli habitat

  • Erosione, perdita e alterazione delle spiagge di nidificazione
  • Inquinamento luminoso: disorientamento dei neonati
  • Disturbo antropico sulle spiagge durante la stagione di nidificazione
  • Cambiamenti climatici: alterazione delle temperature di incubazione e delle spiagge disponibili

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La nidificazione

La nidificazione è la fase più delicata del ciclo vitale della tartaruga marina. Solo le femmine adulte escono dall’acqua, esclusivamente per deporre le uova.

Come avviene la nidificazione

In Liguria la deposizione avviene tipicamente tra metà giugno e metà agosto, generalmente nelle ore notturne (tra il tramonto e l’alba).

La deposizione

La femmina risale la spiaggia, scava con le pinne posteriori una camera profonda circa 40–50 cm e depone in media 80–120 uova. Al termine torna in mare.

Le tracce lasciate dalle pinne, simili a quelle di “un piccolo cingolato”, sono spesso il primo segnale visibile di una nidificazione avvenuta.

 

L’incubazione e la schiusa

Dopo circa 50–70 giorni dalla deposizione i neonati emergono dalla sabbia, generalmente di notte quando le temperature dell’aria sono più basse. Il GLIT monitora la temperatura del nido per elaborare le previsioni di emersione.

La temperatura di incubazione determina il sesso dei neonati (temperature-dependent sex determination).

Iter gestionale dal ritrovamento all’emersione

La presenza delle uova può essere accertata solo da personale autorizzato. Una volta verificata, l’ente competente — con il supporto del GLIT — installa dispositivi di protezione (gabbie o reti semirigide) e inizia il monitoraggio periodico.


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La Caretta caretta in Liguria

Caretta caretta nidifica in Liguria da pochi anni, ma con una frequenza in rapido aumento. Si tratta di un segnale di cambiamento climatico molto evidente, che rappresenta una nuova sfida per la gestione sostenibile delle spiagge liguri.

Cronologia delle nidificazioni

  • 2021: primo nido documentato in Liguria a Finale Ligure
  • 2022: secondo nido a Levanto
  • 2024: 5 nidi documentati (nelle località di Laigueglia, Arma di Taggia, Alassio, Finale Ligure e Pietra Ligure)
  • 2025: 12 nidi — un incremento significativo che conferma la Liguria come nuova area di nidificazione
 

Siti di nidificazione

I nidi si concentrano prevalentemente sulle spiagge sabbiose della Riviera di Ponente, ma la distribuzione si sta progressivamente estendendo.

Le nidificazioni IN LIGURIA

I punti gialli indicano le località dove si sono verificate le nidificazioni. Dal 2021 al 2025 sono stati coinvolti 13 Comuni liguri: Alassio, Arma di Taggia, Celle Ligure, Finale Ligure, Imperia, Laigueglia, Levanto, Pietra Ligure, Riva Ligure, Sarzana, Savona, Sestri Levante e Varazze. Alcuni di questi hanno ospitato più nidi nella stessa stagione.


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Monitoraggio e ruolo di Arpal — GLIT

Arpal partecipa al GLIT (Gruppo Ligure Tartarughe), nato nel 2021 con l’obiettivo di monitorare e gestire le nidificazioni di Caretta caretta sulle coste liguri. Il GLIT è stato formalizzato l’8 agosto 2025 con la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa per la gestione e lo studio delle aree di nidificazione. Il personale del GLIT (Arpal e Acquario di Genova) è autorizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per le attività di tutela e monitoraggio.

Il GLIT è composto da:

  • Acquario di Genova – Costa Edutainment SPA (coordinatore)
  • ARPAL – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure
  • Università degli Studi di Genova, Dipartimento DISTAV
  • Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZS-PLV)
 

Cosa fa il GLIT in caso di nidificazione:

  • Coordina le attività tecnico-scientifiche sul territorio
  • Coinvolge enti e associazioni locali come: Ente Parco di Montemarcello Magra Vara, Società Naturalistica Spezzina, U Cantu, Menkab, Delfini del Ponente.
  • Verifica la presenza del nido
  • Monitora e rileva i parametri ambientali
  • Elabora le previsioni di emersione dei neonati
  • Supporta la predisposizione del corridoio fino al mare
  • Supporta la sorveglianza h24 durante la fase di emersione
  • Comunica gli aggiornamenti sui principali eventi

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Cosa fare se la incontri

Se avvisti una tartaruga sulla spiaggia, o riconosci tracce di deposizione, la prima regola è: non disturbarla! Le femmine adulte escono dall’acqua esclusivamente per deporre le uova.

✅ Cosa fare

  • Chiama subito il Numero Blu 1530 della Guardia Costiera (gratuito, attivo h24)
  • Fotografa o filma il sito, le tracce o la tartaruga — senza flash, mai frontalmente, in silenzio e a debita distanza
  • Prendi i riferimenti del sito (anche con GPS dello smartphone)
  • Avvisa il proprietario o gestore dell’area
  • Delimita temporaneamente l’area senza cancellare le tracce
  • Attendi istruzioni da personale qualificato
 

❌ Cosa non fare

  • Non toccare MAI le tartarughe o i piccoli
  • Non avvicinarti frontalmente o lateralmente
  • Non usare luci dirette o flash
  • Non pulire la zona: potresti cancellare le tracce
  • Non disturbare l’animale durante la deposizione
  • Non diffondere la posizione del nido sui social prima della messa in sicurezza
Segnala ogni traccia di deposizione

Guardia Costiera

1530 – 112

Gratuito, attivo 24 ore su 24

 

Email GLIT

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Materiali informativi

Scarica i materiali informativi prodotti da Arpal e GLIT per la tutela delle tartarughe marine in Liguria:

Scarica il PDF [PDF, 2.3 MB]

 

Opuscolo talassa caretta

Scarica il PDF [PDF, 10 MB]


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Pubblicazioni e normativa

Pubblicazioni scientifiche di riferimento

  • Giussani et al. (2026, in press). Liguria: new nesting area for Caretta caretta (Linnaeus, 1758). Biol. Mar. Mediterr.
  • Castellano et al. (2024). Il gruppo ligure tartarughe (GLIT) e la gestione delle prime nidificazioni di Caretta caretta in Liguria. Biol. Mar. Mediterr., 28(1): 51–54.
  • La Mesa G., Paglialonga A., Tunesi L. (ed.), 2019. Manuali per il monitoraggio di specie e habitat di interesse comunitario in Italia: ambiente marino. ISPRA, Serie Manuali e linee guida, 190/2019.
 

Normativa di riferimento

  • 2026 N° 2910 - Decreto del Direttore Generale Progetto Interreg It-Fr Marittimo Ammirare, avente CUP G39I23001420007- Approvazione delle "Linee guida di riferimento istituzionale e Codice di buone pratiche per gli operatori balneari per la tutela dei nidi di Caretta caretta", disponibile su https://decretidigitali.regione.liguria.it/ 
  • Delibera della Giunta Regionale n° 375 del 2025 – Tutela dei nidi della tartaruga marina Caretta caretta
  • Direttiva Habitat 92/43/CEE (specie di interesse comunitario)
  • Convenzione di Barcellona e relativi protocolli per la tutela del Mediterraneo

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