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  5. Arpal a Dronitaly: droni per monitorare la Posidonia

Arpal a Dronitaly: droni per monitorare la Posidonia

Venerdì, 13 Marzo 2026
  • Il gruppo droni di Arpal
  • Il caso studio: le praterie di Posidonia nel progetto TALASSA
  • Un approccio integrato al monitoraggio marino

L'11 marzo 2026 il gruppo droni di Arpal ha partecipato a Dronitaly, a Bologna, nell'ambito del convegno "I nuovi occhi del monitoraggio ambientale", organizzato nel contesto del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA). L'Agenzia ha presentato alcune attività di monitoraggio ambientale condotte con sistemi UAS, tra cui una sperimentazione del progetto TALASSA dedicata alle praterie di Posidonia oceanica.

Il gruppo droni di Arpal

Il gruppo droni riunisce competenze diverse dell'Agenzia e utilizza tecnologie di osservazione dall'alto per acquisire immagini georeferenziate ad alta risoluzione. Questi strumenti sono particolarmente utili per analizzare territori difficili da raggiungere o da osservare con metodi tradizionali.

Le immagini raccolte vengono elaborate attraverso attività di post-processing, che consentono di costruire fotomosaici delle aree costiere e di confrontare i risultati con le mappature già disponibili. I droni rappresentano uno strumento complementare alle attività di monitoraggio sul campo, perché permettono di raccogliere rapidamente informazioni su ampie aree e di indirizzare in modo più mirato le verifiche dirette.

Il caso studio: le praterie di Posidonia nel progetto TALASSA

Nel progetto TALASSA, Arpal ha sperimentato l'utilizzo dei droni per individuare e ricostruire il limite superiore delle praterie di Posidonia oceanica, un indicatore chiave dello stato di conservazione di questo habitat fondamentale per la biodiversità del Mediterraneo.

L'attività sperimentale si è svolta nell’estate del 2025 nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC) Fondali Noli–Bergeggi, in Liguria. Le elaborazioni preliminari hanno mostrato una buona congruenza con le mappature già disponibili, anche se saranno necessarie ulteriori verifiche in mare per validare i dati e approfondire le differenze osservate nelle diverse aree.

Droni Arpal Talassa

In figura, alcune immagiie delle attività di monitoraggio della Posidonia Oceanica con il drone, effettuate nel luglio del 2025.

Le praterie di Posidonia possono espandersi o ridursi nel tempo in risposta a cambiamenti climatici, dinamiche naturali del fondale e pressioni legate alle attività umane. Monitorarne l'evoluzione con continuità è essenziale per supportare la gestione delle aree marine protette.

Un approccio integrato al monitoraggio marino

Le attività presentate a Bologna mostrano come l'uso dei droni possa rafforzare e integrare gli strumenti di monitoraggio ambientale, affiancando le metodologie tradizionali con nuove tecniche di osservazione dall'alto. Le serie temporali di immagini georeferenziate consentono di seguire l'evoluzione degli ecosistemi nel tempo e di individuare segnali di regressione o espansione degli habitat marini.

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