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Il container radioattivo di Voltri: i controlli dal 2010 al 2011

    • Come è stato gestito
    • La bonifica
    • Nessun rischio per i lavoratori e la popolazione

Il 20 luglio 2010, durante i controlli radiometrici di routine su un container di rottami metallici arrivato da Jeddah (Emirati Arabi) al Voltri Terminal Europa (VTE) di Genova, fu rilevata la presenza di materiale radioattivo. Il materiale fu identificato come cobalto-60 (60Co), un radionuclide artificiale. I controlli erano stati effettuati in ottemperanza all’art. 157 del D.Lgs. 230/95 s.m.i., che prevede la sorveglianza radiometrica sui rottami metallici importati.

Come è stato gestito

Arpal intervenne nella stessa mattina, verificando l’assenza di contaminazione ambientale nell’area circostante. I Vigili del Fuoco (squadre NBCR — Nucleare Biologico Chimico Radiologico) delimitarono una zona di sicurezza e collocarono container vuoti nella direzione di massimo irraggiamento. Il pomeriggio stesso Arpal pose il container sotto sequestro preventivo.

La Prefettura di Genova coordinò tutte le attività successive. Arpal eseguì misure di dose ambientale anche sulla pista ciclabile adiacente al terminal: i valori rilevati si mantennero entro il fondo naturale nazionale (max 100 nSv/h).

Nei giorni successivi, su delega dell’Autorità Giudiziaria, Arpal svolse indagini per ricostruire il percorso del container (Jeddah — Gioia Tauro — Genova) e le sue condizioni di trasporto a bordo delle navi.

La bonifica

Il 15 febbraio 2011 il container fu spostato in un bunker appositamente costruito dai Vigili del Fuoco, composto da tre strati di container riempiti con strutture in cemento. Le operazioni di estrazione della sorgente radioattiva, condotte con mezzi robotizzati per minimizzare l’esposizione degli operatori, si svolsero tra il 22 e il 26 luglio 2011.

La sorgente fu poi inviata in Germania, tramite vettore autorizzato, per le operazioni di caratterizzazione e smaltimento definitivo.

A bonifica conclusa, le misure di smear test e spettrometria gamma hanno escluso qualsiasi forma di contaminazione residua nel sito.

Nessun rischio per i lavoratori e la popolazione

Le indagini condotte da Arpal su delega dell’Autorità Giudiziaria, in collaborazione con l’ASL 3 Genovese, hanno permesso di escludere per tutti i lavoratori portuali il superamento del limite di dose efficace per la popolazione (1 mSv per anno solare), come previsto dal D.Lgs. 230/95 s.m.i.

Al termine della bonifica, le rilevazioni sulla pista ciclabile adiacente al terminal e nell’area del VTE hanno confermato valori di dose inferiori a 100 nSv/h, in linea con il fondo ambientale nazionale.

Cronologia essenziale:
20 luglio 2010 — ritrovamento e sequestro
15 febbraio 2011 — spostamento nel bunker
22–26 luglio 2011 — estrazione e smaltimento della sorgente
Esito: nessuna contaminazione residua, nessun superamento dei limiti per i lavoratori
 
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