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  3. Fukushima: il monitoraggio in Liguria

Fukushima: il monitoraggio in Liguria

    • Come si è diffusa la contaminazione
    • Cosa ha fatto Arpal
    • I risultati: nessun rischio per la Liguria
    • Per approfondire

L’11 marzo 2011 un grave terremoto e il conseguente tsunami colpirono la centrale nucleare di Fukushima Daiichi in Giappone, causando la dispersione in atmosfera di vapore contenente radionuclidi, in particolare isotopi del cesio (134Cs, 137Cs) e dello iodio (131I).

Come si è diffusa la contaminazione

A partire dal 18 marzo i radionuclidi furono rilevati nel particolato atmosferico in California. Qualche giorno dopo tracce di iodio-131 raggiunsero l’Europa. In Italia i primi dati in aria furono rilevati il 28 marzo dalla rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale (RESORAD).

Cosa ha fatto Arpal

Su richiesta di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca sull’Ambiente), Arpal ha ampliato il monitoraggio del particolato atmosferico: prima con frequenza giornaliera, poi settimanale. I siti di rilevamento sono passati da uno a quattro:

  • tetto sede Arpal Genova
  • località Righi — forte Castellaccio (Genova)
  • dipartimento Arpal Imperia
  • dipartimento Arpal La Spezia

I risultati: nessun rischio per la Liguria

I dati raccolti mostrano che il contributo di Fukushima alla dose in Liguria è stato non misurabile. I valori di dose istantanea prima e dopo l’incidente sono risultati del tutto confrontabili, nell’ordine di 100 nSv/h (nano Sievert all’ora), ben al di sotto di qualsiasi soglia di attenzione.

Per dare un riferimento: il fondo naturale medio a cui ognuno di noi è esposto è di circa 2,4 mSv all’anno. La ricaduta di Fukushima misurata in Liguria è stata nell’ordine di qualche mBq/m², ovvero un contributo circa un milione di volte inferiore rispetto a quanto già presente sul territorio (dovuto principalmente a Chernobyl e agli esperimenti nucleari degli anni ’60).

In accordo con la Regione Liguria e le ASL liguri, Arpal ha confermato che il consumo di prodotti alimentari locali — sia vegetali sia animali — poteva avvenire senza alcun timore legato a radioattività.

In sintesi: nessuna variazione di dose rilevabile tra i dati pre e post incidente. La ricaduta di Fukushima in Liguria è stata circa un milione di volte inferiore rispetto alla presenza di radionuclidi già nel suolo ligure (Chernobyl e test nucleari anni ’60).
 

Per approfondire

  • ISPRA — Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
  • ISS — Istituto Superiore della Sanità
  • IAEA — Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica
  • IRSN — Istituto di Radioprotezione e Sicurezza Nucleare (Francia)

Scarica il documento con i dati dei monitoraggi [PDF, 600kB]

 

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