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Pellet radioattivo

    • I controlli di Arpal in Liguria
    • I risultati: valori ampiamente sotto i limiti

Nel giugno 2009, ad Aosta, fu scoperto che alcune partite di pellet eco-combustibile di marca NATURKRAFT — di provenienza lituana, nei formati “prima qualità” e “premium qualitat”, diametro 6 mm — erano contaminate da Cesio-137. La Procura di Aosta avviò un’indagine su tutto il territorio nazionale, incaricando ISPRA e le agenzie regionali, tra cui Arpal, di proseguire le verifiche già avviate dai Vigili del Fuoco.

I controlli di Arpal in Liguria

Arpal ha effettuato accertamenti presso le sei imprese liguri che avevano acquistato il pellet, oltre che presso i privati che lo avevano utilizzato nell’inverno 2008/2009. Le analisi sono state eseguite direttamente sul posto con uno spettrometro gamma portatile, sia sul materiale non ancora bruciato sia sulle ceneri residue.

I risultati: valori ampiamente sotto i limiti

Pellet non bruciato

Tipologia campioneCs-137 (Bq/kg)
NATURKRAFT prima qualità 8,7 ± 2,9
NATURKRAFT premium qualitat 30,9 ± 5,5

Ceneri di combustione

Tipologia campioneCs-137 (Bq/kg)
Ceneri pellet (campione 1) 608 ± 24
Ceneri pellet (campione 2) 819 ± 28

Le concentrazioni di Cesio-137 rilevate nel pellet e nelle ceneri sono risultate notevolmente inferiori ai limiti di legge. Anche le stime effettuate nelle condizioni più conservative — usando il valore più alto di concentrazione nelle ceneri diffuso a livello nazionale (40.000 Bq/kg) — hanno prodotto valori al di sotto della soglia di rilevanza radiologica.

Le ceneri mostrano concentrazioni più elevate rispetto al pellet non bruciato perché durante la combustione i componenti non volatili, tra cui il Cesio-137, tendono a concentrarsi nel residuo solido.
 
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