Trent'anni di tutela dal rumore: cosa fare quando il rumore "disturba"
Nel 2026 ricorrono i trent'anni della legge quadro sull'inquinamento acustico. Arpal aggiorna la sua pagina dedicata con nuove FAQ per orientare i cittadini su come segnalare e a chi rivolgersi.
Trent'anni di legge, un sistema in evoluzione
Nel 1995 l'Italia si dotava di una norma organica sull'inquinamento acustico: la Legge 447, "Legge Quadro sull'inquinamento acustico", è ancora oggi il riferimento principale per la gestione del rumore ambientale. In tre decenni ha permesso di costruire strumenti operativi diffusi: classificazioni acustiche, regolamenti comunali, piani di risanamento, valutazioni di impatto. Nel 2026, per celebrare questo anniversario, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente e l'Associazione Italiana di Acustica (AIA) promuovono un convegno nazionale per fare il punto sui risultati raggiunti e discutere le sfide aperte — nuove sorgenti, tecnologie cambiate, standard europei in evoluzione.
Tra i risultati più recenti c'è anche l'individuazione delle zone silenziose in aperta campagna: aree accessibili al pubblico in cui i suoni naturali prevalgono su quelli antropici, da tutelare in quanto tali. Arpal ha lavorato su questo tema insieme ad ARPA Valle d'Aosta, tra le prime agenzie a tradurre in pratica i criteri previsti dal decreto ministeriale del 2022 (decreto 24 marzo 2022 n. 16).
Cosa si misura e come si valuta
L'inquinamento acustico è l'introduzione di rumore nell'ambiente, abitativo o esterno, tale da causare disturbo, rischi per la salute o danni all'ambiente. Per valutarlo si misura la pressione sonora con il fonometro, uno strumento che rileva le stesse variazioni percepite dall'orecchio. I livelli si esprimono in decibel (dB), una scala logaritmica che rispecchia il modo in cui l'udito umano elabora l'intensità sonora.

Una misura di rumore effettuata con il fonometro nelle vicinanze del porto di Pra, a Genova.
Le sorgenti più comuni sono il traffico stradale, i cantieri, le attività produttive, la musica di locali e gli elettrodomestici. Ognuna di queste rientra in un quadro normativo specifico che definisce limiti e responsabilità di controllo.
A chi rivolgersi: il Comune è il primo interlocutore
Per la maggior parte dei problemi di rumore, come una ditta rumorosa, un cantiere, un locale notturno, il primo passo è una segnalazione scritta al Comune territorialmente competente. Il Comune può valutare la situazione e, se necessario, richiedere ad Arpal misure fonometriche tecniche.
Arpal garantisce supporto tecnico agli enti con competenza amministrativa: partecipa ai controlli, svolge campagne di misura e redige pareri su documenti tecnici. Le Province gestiscono invece le sorgenti di interesse sovracomunale e approvano le classificazioni acustiche e i piani di risanamento.
Per le controversie tra privati cittadini, come rumore di vicinato, animali domestici, televisori, etc., la questione esula in genere dalle competenze di Arpal e dei Comuni.
La pagina aggiornata
In questi giorni, Arpal ha aggiornato la pagina dedicata all'inquinamento acustico sul proprio sito nella sezione dedicata agli Agenti Fisici che, oltre al rumore, include pagine su campi elettromagnetici e radioattività. Sono state aggiunte nuove FAQ per rispondere alle domande più frequenti: come segnalare un problema, a chi rivolgersi nei diversi casi, cosa può fare Arpal e cosa invece compete ad altri enti.
Clicca sull'immagine per accedere alla pagina di Arpal dedicata all'inquinamento acustico.


