Pipistrelli sentinelle del clima: al via il monitoraggio in alta quota
Sulle Alpi Liguri Arpal registra per due anni gli ultrasuoni dei pipistrelli. Un monitoraggio tra Francia e Italia che usa la bioacustica per studiare animali molto sensibili al cambiamento climatico.

Un gruppo di pipistrelli appartenenti alla specie ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), fotografia di Dario Ottonello, archivio Arpal.
Ascoltare senza disturbare
I pipistrelli, o chirotteri, sono attivi al crepuscolo e di notte e si orientano con il suono: emettono ultrasuoni, che l'orecchio umano non percepisce, e ne ascoltano l'eco per muoversi e cacciare al buio. Su questa capacità si basa la tecnica scelta da Arpal, la bioacustica, per iniziare un monitoraggio di questi mammiferi. Uno strumento chiamato bat detector, cioè un registratore di ultrasuoni, coglie questi suoni e permette di rilevare la presenza delle diverse specie senza catturarle né avvicinarle. Dal tipo di suono si può capire anche cosa sta facendo l'animale: se sta cacciando, solo transitando o si trova in una zona di riproduzione. Tutto senza arrecare alcun disturbo.
Dalle grotte agli ambienti aperti
Non è il primo lavoro di Arpal sui chirotteri. In passato questi animali si studiavano soprattutto ispezionando i roost, cioè i rifugi in cui riposano e allevano i piccoli, spesso all'interno delle grotte: nel 2024 una colonia nella Grotta delle Lungaie, a Rovegno era entrata tra i siti seguiti dall'Agenzia. Con la bioacustica il monitoraggio si estende ora anche agli ambienti aperti e alle specie in volo.
Sentinelle inconsapevoli
I pipistrelli sono protetti da convenzioni e accordi internazionali, in particolare da EUROBATS, l'Accordo sulla conservazione delle popolazioni di pipistrelli europei, e dalla Direttiva europea Habitat (92/43/CEE), e subiscono molte pressioni, dall'attività umana ai cambiamenti climatici. Proprio il forte legame con il loro ambiente li rende sensibili al clima. Con l'aumento delle temperature alcune specie si spostano verso l'alto, raggiungendo quote dove prima non erano presenti. Seguirne la presenza in montagna diventa così un modo per leggere i cambiamenti in corso: sono sentinelle inconsapevoli del clima che cambia. In Liguria uno dei registratori è stato collocato a circa 2.200 metri di quota.

Un esperto di biodiversità di Arpal posiziona un bat detector a quota 2200 m sulle alpi al confine con la Francia.
Un lavoro tra Italia e Francia
Il monitoraggio coinvolge Arpal per la Liguria, le Aree Protette delle Alpi Marittime e il Parco fluviale Gesso e Stura in Piemonte e il Parc National du Mercantour, nel Dipartimento francese delle Alpes-Maritimes. È finanziato dal programma europeo di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia ALCOTRA, nell'ambito del progetto ALPIMED+ ECOTERR, di cui Arpal è capofila. Una prima fase ha permesso di armonizzare i metodi di studio sui due versanti delle Alpi. L'area indagata si trova in provincia di Imperia e copre circa 300 chilometri quadrati. È stata suddivisa in quadranti di 2x2 chilometri, secondo il metodo già in uso in Francia, privilegiando le zone meno conosciute, poco frequentate e con scarso inquinamento luminoso.
Come funziona il rilievo
I registratori vengono tarati sulle frequenze degli ultrasuoni e si attivano solo nelle ore di attività dei pipistrelli: così registrano quando serve e risparmiano le batterie. Restano sul posto circa una settimana, poi vengono ritirati. Le tracce audio, che vengono visualizzate in sonogrammi come quello dell'immagine sotto, sono infine analizzate da esperti con software dedicati. Il riconoscimento delle specie, almeno per ora, non può fare a meno dell'occhio umano.

Un sonogramma di rhinolophus ferrumequinum una delle specie di chirotteri studiati nel progetto Alpimed+ Ecoterr
Dai suoni ai dati sulla biodiversità
Un quadro aggiornato serve: in Italia sono presenti 34-36 specie di pipistrelli, molte delle quali in Liguria grazie alla varietà di ambienti, ma l'ultimo studio su ampia scala risale al 2013-2015. I dati raccolti confluiranno in Li.Bi.Oss., l'Osservatorio della Biodiversità Ligure, e saranno confrontati con quelli di Piemonte e Francia. I risultati dialogheranno anche con il progetto ALCOTRA "Cieli stellati / Trames noires", dedicato a ridurre l'inquinamento luminoso per tutelare la biodiversità.

