Un mare che fatica a raffreddarsi: le ondate di calore marine in Liguria
Anche il mare vive ondate di calore. In Liguria Arpal ne ha ricostruite 79 dal 1982, sempre più lunghe e frequenti. Nel 2022 è rimasto oltre la norma 137 giorni, nel 2026 già 127 a luglio.

In figura: giorni all'anno in ondata di calore marina in Liguria, per livello di intensità (metodo Hobday et al., 2016 e 2018). Elaborazione Arpal su dati Copernicus Marine, aggiornati al 27 luglio 2026.
Quando pensiamo al caldo pensiamo all'aria. Ma anche la temperatura del mare può restare a lungo sopra i valori attesi per la stagione: in questi casi si parla di ondata di calore marina, in inglese Marine Heat Wave (MHW). Si verifica quando la temperatura della superficie del mare supera per più giorni consecutivi una soglia elevata rispetto al clima di quel periodo dell'anno.
A differenza dell'aria, il mare ha una forte inerzia termica: si scalda lentamente e, una volta riscaldato, conserva a lungo il calore accumulato. Per questo un'ondata di calore marina può durare settimane, in alcuni casi mesi, e va studiata sull'intera serie storica, non solo giorno per giorno.
Quarant’anni di dati, e una tendenza chiara
Dopo l’analisi sulle ondate di calore estremo sulla nostra regione, Arpal ricostruisce la serie delle ondate di calore del mare ligure a partire dal 1982. Gli episodi individuati sono 79: 29 fino al 2010, 50 dal 2011. Il conteggio degli episodi è però solo un aspetto. Un secondo indicatore è il numero di giorni che, ogni anno, il mare trascorre in queste condizioni.
Fino al 2010 il totale è di 310 giorni. Dal 2011 sale a 822. L'anno con più giorni è il 2022: da solo, 137 giorni oltre la soglia, più di un terzo dell'anno. Anche il 2026 è già su valori elevati: con i dati elaborati fino al 27 luglio, il mare ligure ha trascorso in ondata di calore 127 giorni, senza che agosto sia ancora conteggiato.
Questi valori vanno letti tenendo conto di un limite temporale dei dati. La serie si basa sul prodotto climatico del servizio europeo Copernicus Marine, che copre il periodo fino a circa un mese prima della data attuale. I dati di agosto non sono quindi ancora inclusi e il totale del 2026 è destinato ad aumentare. Il quadro completo dell'estate sarà disponibile in autunno.
Non più solo d’estate
Un elemento distintivo delle ondate recenti riguarda la loro distribuzione nell'anno: non si concentrano più solo tra luglio e agosto. Per l'inerzia termica del mare, un episodio può prolungarsi in autunno e proseguire in inverno.
Il caso più marcato è l'ondata iniziata nell'ottobre 2014 e conclusa nel febbraio 2015: 126 giorni consecutivi, il periodo più lungo dell'intera serie. Anche il 2026 presenta lo stesso schema: due dei suoi episodi sono tra i più lunghi mai registrati, quello estivo di giugno-luglio (40 giorni) e quello invernale di febbraio-marzo (39 giorni). Un'ondata di calore marina in inverno non indica un mare tiepido, ma un mare che, pur freddo, resta molto più caldo del valore normale per quel mese.
Il 2003 non è più il riferimento
Per anni l'estate del 2003 è stata il termine di confronto per ogni ondata di calore. Oggi questo riferimento è superato. Nel 2003 il mare ligure registrò due episodi; negli anni recenti se ne contano di più nello stesso anno: cinque nel 2014, cinque nel 2022, quattro nel 2024, cinque già nel 2026.
Il confronto vale anche per l'intensità. Le ondate con la temperatura più elevata sono tutte recenti, e l'unica in cui la temperatura media della superficie del mare ligure ha sfiorato i 30 °C è quella del luglio-settembre 2024, con 29,7 °C: la più intensa della serie. È un valore riferito all'intero mare ligure, non una misura puntuale registrata da una singola boa.
Non solo più giorni, ma più intensi
Le ondate di calore marine non hanno tutte la stessa forza. Il metodo internazionale con cui si classificano distingue episodi di categoria moderata e forte, in base a quanto la temperatura supera la soglia. In Liguria, finora, non sono state raggiunte le categorie superiori.
L'aspetto rilevante è l'aumento dei giorni di categoria forte. Per decenni sono stati sporadici: sedici nel 2024 e, nel 2026, già trentadue alla fine di luglio, il valore più alto della serie. Il mare non solo permane più a lungo in ondata di calore, ma in condizioni più intense.
Perché il Mediterraneo si scalda più in fretta
Il Mediterraneo è un bacino semichiuso e poco profondo, con un ricambio delle acque lento. Queste caratteristiche lo rendono più reattivo al calore atmosferico: si riscalda più rapidamente della media degli oceani. Il mare della Liguria appartiene al Mediterraneo occidentale, una delle aree in cui il riscaldamento è più marcato. Secondo lo studio del consorzio internazionale World Weather Attribution pubblicato nell'agosto 2026, in questa zona il cambiamento climatico di origine umana ha aggiunto circa 2 °C alle temperature superficiali del mare.
Un mare caldo si fa sentire anche a terra
Un mare più caldo ha effetti che non restano confinati all’acqua, ma influiscono anche sul clima della costa. Le brezze marine, che nascono dalla differenza di temperatura tra terra e mare, si indeboliscono, riducendo la ventilazione e il conseguente sollievo dal caldo lungo il litorale. Un mare più caldo aumenta inoltre l'evaporazione, e quindi l'umidità dell'aria sulla costa.
Il calore trattenuto dal mare limita anche il raffreddamento notturno: lungo la costa l'escursione tra giorno e notte si riduce e le notti tropicali, quelle con temperatura minima sopra i 20 °C, diventano più frequenti. Infine, un mare caldo può contribuire all'intensità dei temporali, fornendo più umidità ed energia all'atmosfera, anche se qui il legame è meno diretto, perché entrano in gioco molti altri fattori.
Perché guardare questi dati anche quando il caldo finisce
Un singolo episodio perde rilievo non appena le temperature si abbassano. La serie storica, invece, permane e mostra ondate di calore marine sempre più frequenti, più lunghe e distribuite lungo l'intero anno. Un mare più caldo esercita pressioni anche sugli ecosistemi marini, che Arpal monitora: sono effetti complessi, in corso di valutazione, che saranno oggetto dei prossimi approfondimenti. Per questo l'Agenzia prosegue il monitoraggio del mare e l'aggiornamento della serie. I dati qui presentati arrivano al 27 luglio 2026: il bilancio climatico completo dell'estate e poi dell’anno, saranno disponibili a inizio 2027.
Nota metodologica - Come sono calcolate le soglie
La serie applica il metodo di Hobday e colleghi (2016), con l'estensione del 2018 per le categorie di intensità, standard internazionale per le ondate di calore marine. Un'ondata inizia quando la temperatura della superficie del mare supera il 90° percentile del clima stagionale, un valore raggiunto solo nel 10 per cento dei casi storici per quel periodo dell'anno, e prosegue finché la temperatura resta sopra soglia per almeno cinque giorni consecutivi. La soglia varia giorno per giorno.
I dati di temperatura provengono dal servizio europeo Copernicus Marine, nel prodotto riprocessato per finalità climatiche. L'intensità corrisponde alla temperatura massima raggiunta; la classificazione in categoria moderata o forte dipende da quanto la temperatura supera la soglia. I dati sono aggiornati al 27 luglio 2026: per il ritardo di circa un mese del prodotto riprocessato, agosto non è ancora incluso.

