vai al contenuto
Intranet
Arpal Liguria Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente
Telegram
Menu
Menu
  • Arpal
  • 30 Anni
  • Tematiche
  • Attività e servizi
  • Anticorruzione
  • Contatti
  • Lavora con noi
Menu
Menu
Menu
  • Arpal
  • 30 Anni
  • Tematiche
  • Attività e servizi
  • Anticorruzione
  • Contatti
  • Lavora con noi
Mare
  • Balneazione
  • Strategia marina
  • Monitoraggio marino costiero
  • Ostreopsis ovata
  • Approfondimenti
  1. Sei qui:  
  2. Home
  3. Monitoraggio ambiente marino costiero (2)

Monitoraggio ambiente marino costiero (2)

    • I corpi idrici marini costieri oggetto del monitoraggio
    • Fitoplancton
    • Posidonia oceanica
    • Popolamenti macroalgali delle coste rocciose 
    • Macrobenthos dei fondi mobili

La Liguria possiede oltre 350 km di costa, su cui insistono un denso insediamento abitativo e produttivo, nonché una diffusa portualità. L’ambiente marino costiero ligure è caratterizzato da un litorale molto vario che ospita ambienti meritevoli di salvaguardia e una preziosa biodiversità, dalle praterie di Posidonia oceanica al coralligeno, senza dimenticare il prospiciente Santuario dei Cetacei.

Su incarico di Regione Liguria, alla quale la legge italiana affida il monitoraggio dell’ambiente marino costiero (D.Lgs. 152/06), l’Agenzia effettua controlli su acque, sedimenti ed indicatori biologici quali le praterie di Posidonia oceanica, i popolamenti macroalgali delle coste rocciose, il macrozoobenthos dei fondi mobili, al fine di arrivare ad una classificazione di qualità dei 26 tratti in cui è stata divisa la costa ligure.

La fascia costiera ligure indagata con il monitoraggio si estende fino a 3 km dalla costa e comunque entro la batimetrica dei 50 m e si articola in 26 aree (corpi idrici), individuati da ARPAL e Regione Liguria in base alle indicazioni del D.M. 131/08 e considerando prevalentemente i seguenti fattori (disponibili come informazioni GIS presso il Sistema Cartografico Regionale):

  • morfologia della costa (tipologie costiere e unità fisiografiche);
  • presenza e tipologia delle fanerogame marine (cioè piante superiori che vivono sommerse in mare);
  • bacini idrografici;
  • principali fattori di pressione insistenti sulla fascia costiera, sia di tipo puntuale (scarichi, condotte, porti) che diffuso (uso del suolo);
  • zonazioni già esistenti: aree marine protette, tratti di balneazione, aree destinate alla molluschicoltura.

Tutti i corpi idrici, acque marine comprese, devono raggiungere un buono stato ambientale. Questo è uno degli obiettivi previsti dalla normativa europea sulle acque (direttiva 2000/60/CE, recepita con il D.Lgs. 152/06). Il monitoraggio fornisce un quadro complessivo dello stato ecologico e chimico dell’ambiente marino costiero e permette di classificare i corpi idrici per poterne verificare l’effettivo stato. In seguito ai risultati del monitoraggio, le autorità competenti (distretto idrografico e Regione) adottano i provvedimenti necessari per il mantenimento o il raggiungimento di un buono/elevato stato ambientale tramite il piano di gestione e il piano di tutela, in integrazione e coerenza con le acque di transizione, le acque interne superficiali, le acque interne sotterranee.


I corpi idrici marini costieri oggetto del monitoraggio

Il D.M. 131/08 fornisce inoltre le indicazioni tecniche su come “tipizzare” i corpi idrici: dal punto di vista geomorfologico e idrologico solo il corpo idrico “Foce Magra”, al confine conla Toscana, ha le caratteristiche di “pianura alluvionale” con “media stabilità della colonna d’acqua” (ovvero piuttosto influenzato da un fiume), tutti gli altri sono definiti come “rilievi montuosi” non influenzati da corsi d’acqua.

Arpal effettua il monitoraggio dell’ambiente marino costiero ligure dal 2001.

In ogni corpo idrico sono posizionate le stazioni di misura e di campionamento di acque, sedimento, fitoplancton, macroinvertebrati e, dove presenti, macroalghe delle coste rocciose e Posidonia oceanica, per un totale di più di 180 punti di campionamento.

CORPO IDRICO

DESCRIZIONE

ELEMENTI FISICO-CHIMICI IDRO MORFOLOGICI

ACQUE E FITOPLANCTON

SEDIMENTI

MACRO INVERTEBRATI

MACRO ALGHE

P.OCEANICA

1

Capo Mortola

X

X

X

X

X

X

2

Ventimiglia-Bordighera

X

X

X

X

   

3

Sanremo

X

X

X

X

 

X

4

Santo Stefano al mare

X

X

X

X

X

X

5

Imperia

X

X

X

X

 

X

6

Diano Marina - Andora

X

X

X

X

X

X

7

Laigueglia-Albenga

X

X

X

X

X

X

8

Ceriale-Finale

X

X

X

X

 

X

9

Noli-Bergeggi

X

X

X

X

X

X

10

Vado Ligure

X

X

X

X

   

11

Savona

X

X

X

X

X

X

12

Varazze-Arenzano

X

X

X

X

X

X

13

Genova Voltri

X

X

X

X

X

 

14

Genova Polcevera

X

X

X

X

   

15

Genova Bisagno

X

X

X

X

   

16

Genova - Camogli

X

X

X

X

X

X

17

Portofino

X

X

X

X

X

 

18

Portofino-Zoagli

X

X

X

X

X

X

19

Chiavari - Sestri Levante

X

X

X

X

   

20

Sestri Levante - Riva Trigoso

X

X

X

X

X

X

21

Moneglia-Levanto

X

X

X

X

X

X

22

Punta Mesco

X

X

X

X

X

X

23

Cinque Terre

X

X

X

X

X

 

24

Portovenere

X

X

X

X

X

 

25

Golfo la Spezia

X

X

X

X

   

26

Foce Magra

X

X

X

X

   

 

Elementi di qualità ricercati in ciascuna area.

Nella tabella successiva si riportano le frequenze di campionamento nell’arco di un anno dei vari indicatori monitorati:

ELEMENTI DI QUALITÀ

FREQUENZA DI CAMPIONAMENTO/ANNO

BIOLOGICI

 

Fitoplancton

6 volte

Fanerogame (Posidonia oceanica)

1 volta*

Macroalghe

1 volta*

Macroinvertebrati

2 volte*

IDROMORFOLOGICI

 

Profondità

e caratteristiche granulometriche

1 volta e in coincidenza del campionamento degli elementi biologici Macroinvertebrati bentonici e Fanerogame

FISICO-CHIMICI E CHIMICI

 

Condizioni termiche

Bimestrale e comunque in coincidenza del campionamento del fitoplancton

Ossigenazione

 

Salinità

 

Stato di acidificazione

 

Stato dei nutrienti

 

Trasparenza

 

Sostanze inquinanti

Mensile/bimestrale in colonna d’acqua e annuale in sedimenti

**Le macroalghe,la Posidonia oceanica e i macroinvertebrati bentonici sono campionati con un “monitoraggio stratificato”, ovvero ogni anno sono campionate alcune stazioni sino a ricoprire il set intero nell’arco di tre anni; tutti gli altri elementi di qualità sono invece indagati in tutti i corpi idrici ogni anno.

Nello svolgimento di tutte le suddette attività, Arpal collabora abitualmente con enti e organizzazioni attive in campo marino in ambito nazionale, come il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero della Salute, le Capitanerie di Porto, e vari Istituti scientifici di riferimento come l’Istituto Superiore per la Ricerca Applicata (Ispra), l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il CNR, l’Enea. In ambito ligure, sono attive collaborazioni con l’Osservatorio Ligure Pesca e Ambiente, le Autorità Portuali di Genova, La Spezia e Savona, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, i Carabinieri Subacquei, l’Acquario di Genova, vari Dipartimenti dell’Università di Genova, alcune Aree Marine Protette.

Tutti i dati prodotti durante i monitoraggi vengono elaborati e inseriti nel Sistema Informativo Regionale (SIRAL), accessibile sia agli addetti ai lavori che al pubblico.


Fitoplancton

fitoplanctonIl fitoplancton, alghe microscopiche che vivono nell'acqua, è uno degli elementi di qualità utilizzati per valutare lo stato di salute dell'ambiente marino. Valori troppo elevati di clorofilla-a, indicatore di biomassa fitoplanctonica, sono un campanello di allarme per un eccessivo apporto di nutrienti (eutrofizzazione), principalmente causato da scarichi o da attività agricole.

Ad oggi l'indicatore individuato e condiviso a livello europeo è la concentrazione di clorofilla-a. I dati annuali misurati in ciascun corpo idrico sono trattati con tecniche statistiche e confrontati con valori di riferimento diversi a seconda della tipologia idrologica: un corpo idrico marino di cosiddetta bassa stabilità, ovvero caratterizzato da assenza di apporti fluviali significativi, avrà concentrazioni di clorofilla più bassi rispetto ad un'area marina di media o alta stabilità, ove afferiscono corsi d'acqua e quindi naturalmente più ricca di nutrienti e fitoplancton.

In Liguria il fitoplancton viene monitorato in tutti i 26 corpi idrici.

 


Posidonia oceanica

posidonia oceanica intro

Le praterie sommerse di Posidonia oceanica rivestono un importante ruolo di protezione delle coste dall’erosione, stabilizzazione e consolidamento dei fondali, ossigenazione delle acque, produzione ed esportazione di grandi quantità di materia vegetale. Inoltre, la notevole sensibilità di questa pianta marina ad ogni perturbazione naturale o artificiale, la rende un ottimo indicatore biologico per determinare le qualità delle acque marine costiere.

La Direttiva 2000/60 /CE, recepita in Italia con il D.Lgs. 152/06, ha individuato P. oceanica come uno dei quattro elementi di qualità biologica da utilizzare per la classificazione dello stato ecologico delle acque marino costiere.

Arpal ha intrapreso il monitoraggio dei posidonieti nel 2002, nell’ambito del progetto ministeriale “Programma per il controllo dell’ambiente marino costiero”. Il monitoraggio, proseguito in continuo sino al 2006 ha previsto indagini su campo (balisage- che prevede la messa in mare di corpi morti posizionati lungo il limite della prateria, in modo da permettere, nel corso degli anni, di valutare eventuali variazioni dell’estensione della prateria- e rilievo di parametri visivi) e analisi in laboratorio (analisi fenologica- che si avvale dello studio di parametri utili a descrivere lo stato di salute delle piante- e lepidocronologica- che consiste nello studio dei cicli di vita delle foglie di P. oceanica) in tre stazioni poste in prossimità del limite inferiore di tre praterie: Imperia, Varazze-Arenzano e Punta Mesco.

A partire dal 2008 la rete di monitoraggio delle praterie di P. oceanica è stata estesa per rispondere a quanto richiesto dalla Direttiva 2000/60/CE. Sui complessivi ventisei corpi idrici individuati nella nostra Regione, sedici ospitano praterie di P. oceanica per un totale di diciannove posidonieti, da monitorare ogni tre anni, secondo quanto riportato dal D.M. 56/09. In ciascuna prateria sono state fissate due stazioni sulla batimetrica dei 15 m in cui effettuare indagini su campo ed in laboratorio.

Tutti i principali posidonieti liguri sono classificati mediante l'applicazione dell'indice PREI che ne definisce lo stato di qualità. L'indice si calcola elaborando i dati relativi ai seguenti parametri: densità fogliare, superficie fogliare per fascio, biomassa epifiti, biomassa fogliare, profondità e tipologia del limite inferiore. La caratterizzazione del limite inferiore dei posidonieti è stata realizzata mediante un sistema di riprese video sottomarine georiferite, messo a punto dall'OLPA (Osservatorio Ligure Pesca e Ambiente), integrato con immersioni pianificate ad hoc nei casi di maggiore complessità.

Dal 2021 la rete è stata ulteriormente ampliata per adempiere alla Direttiva quadro 2008/56/CE sulla strategia per l’ambiente marino, recepita in Italia con il D. Lgs 190 del 13/10/2010. Sono stati quindi incrementati i punti di monitoraggio aggiungendo in diversi posidonieti tre transetti con all’interno una stazione di campionamento a 15 m e una sul limite inferiore. Per ulteriori dettagli è possibile consultare la pagina del sito dedicata al Monitoraggio Strategia marina.

 

rete monitoraggio posidonia liguria

Nella figura sopra si riporta la rete di monitoraggio delle praterie di Posidonia oceanica, in atto dal 2002 ad oggi lungo tutta la costa ligure e, di seguito, alcuni particolari dell’attività in campo e in laboratorio.

Rilievi e campionamento subacquei

Attività di laboratorio sui fasci di Posidonia 


Popolamenti macroalgali delle coste rocciose 

popolamenti macroalgali coste rocciose liguriLe macroalghe sono un altro elemento di qualità biologica che la Direttiva 2000/60 ha individuato per valutare la qualità biologica di un corpo idrico.

Le scogliere sono particolarmente adatte alla valutazione dello stato ecologico: la qualità delle acque superficiali è, infatti, altamente influenzata dalla presenza di inquinanti, come tensioattivi e idrocarburi o sostanze nutrienti in eccesso, generalmente legati ad aree altamente urbanizzate. Questi inquinanti tendono ad accumularsi nei primi metri d'acqua e compromettono in particolare le comunità bentoniche superficiali che risultano impoverite.

Le comunità dei substrati rocciosi marini rispondono ai cambiamenti delle condizioni ambientali in tempi relativamente brevi e per questo motivo sono adatte al monitoraggio dello stato ecologico delle acque costiere. Per tutti questi motivi la Direttiva 200/60 ha inserito anche le macroalghe come uno dei quattro elementi di qualità biologica per poter classificare lo stato di qualità dei corpi idrici marino costieri.

Fra le macroalghe che si ritrovano in gran parte della costa rocciosa ligure, la specie Cystoseira, grazie alla sua particolare sensibilità può rappresentare un utile indicatore della presenza di scarichi civili, e quindi in ultima analisi della qualità ecologica degli ambienti costieri.

ARPAL effettua il monitoraggio delle comunità macroalgali dal 2006 in 16 corpi idrici lungo la costa ligure. L’attività di monitoraggio prevede l’applicazione dell’indice CARLIT che consiste nel mappare tratti di costa rocciosa non antropizzata, con un supporto cartografico costituito da una fotografia aerea georeferenziata a cui è sovrapposta la linea di costa suddivisa in settori di 50 m di lunghezza. 20 settori costituiscono un tatto di costa di 1000 m, ogni area indagata è rappresentata da tre tratti “est” “centro” e “ovest”, come illustrato nella mappa seguente.

mappa popolamento carlit

Il metodo CARLIT sfrutta lo sviluppo lineare dei popolamenti algali superficiali. In particolare, i popolamenti oggetto di campionamento sono quelli che si sviluppano immediatamente al di sopra (mesolitorale inferiore,da 0 a 20cm circa) e al di sotto (frangia infralitorale, da 0 a 30-50cm di profondità) dello “zero biologico” (Pérès & Picard, 1964), quest’ultimo inteso come il livello medio del mare, derivante all’effetto combinato dell’idrodinamismo (maree e moto ondoso).

A seconda della predominanza di una determinata comunità, si associa al sito monitorato un punteggio che concorre al conferimento di una classe di qualità.

Il metodo CARLIT non è applicato a tratti di costa sabbiosi o artificiali che non sono considerati oggetto di indagine. Anche aree fortemente influenzate dalla presenza di "disturbi naturali", quali ad esempio apporti fluviali, vanno scartate o valutate con attenzione.

 


Macrobenthos dei fondi mobili

macrobenthos Lo studio degli organismi bentonici che vivono nei primi 20 cm del sedimento marino (vermi, crostacei e altri invertebrati) rappresenta uno strumento di indagine molto importante ai fini della classificazione dello stato di salute dell'ambiente marino costiero ligure. La composizione delle comunità degli organismi macrobentonici permette infatti di evidenziare stress naturali e/o di origine antropica, in quanto alcune delle proprietà intrinseche di tali organismi (hanno cicli vitali piuttosto lunghi e sono relativamente sedentari con un rapporto diretto con il fondale) garantiscono una buona capacità di rivelare gli effetti delle variazioni ambientali e di memorizzarle nella struttura della comunità stessa, risultando particolarmente utili per lo studio degli effetti locali di disturbo.

L'indice biotico M-AMBI (acronimo che sta a significare Multimetric-AZTI Marine Biotic Index) è in grado di riassumere la complessità delle comunità dei sedimenti marini, e permette una lettura ecologica semplificata dell'ambiente che si sta studiando.

ARPAL effettua, ai sensi del D. Lgs 152/06, i campionamenti della matrice sedimento finalizzata allo studio delle comunità macrobentoniche con il supporto di OLPA dal 2002 in 28 stazioni situate lungo la costa ligure. Dal 2023 anche le analisi di laboratorio sono effettuate da Arpal.

Tags
posidonia | costa | ecosistema

logo arpal bianco

ARPAL - Via Bombrini 8 - 16149 Genova

tel +39 010 64371 - arpal@pec.arpal.liguria.it 

C.F. e P.IVA 01305930107 - IBAN IT11E0538701406000047047155

  • Contatti
  • FAQ

Seguici su

Telegram
  • amministrazione trasparente
  • albo pretorio
  • dichiarazione di accessibilità
  • privacy
  • note legali
  • credits
  • intranet