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Radioattività

  • Che cosa sono le radiazioni ionizzanti
  • Il ruolo di Arpal
  • Fonti di pressione radiologica sul territorio ligure
  • Il Radon
    • Campagne di monitoraggio
  • Modulistica
  • Normativa di riferimento
  • Approfondimenti
    • Fukushima
    • Il container di Voltri
    • Pellet radioattivo

Che cosa sono le radiazioni ionizzanti

Le radiazioni ionizzanti sono particelle o energia in grado di modificare la struttura della materia con cui interagiscono. Nei tessuti biologici, questa interazione può danneggiare le cellule, con effetti che possono riguardare le persone esposte o i loro discendenti.

Le sorgenti si dividono in naturali (a cui tutti gli esseri viventi sono da sempre esposti) e artificiali (legate allo sviluppo tecnologico degli ultimi decenni). In assenza di incidenti, circa il 70% dell’esposizione è di origine naturale: radon (60%), radiazione terrestre (18%), raggi cosmici (12%).

Il ruolo di Arpal

La Regione Liguria ha istituito nel 1987 il Centro di riferimento Regionale per la Radioattività ambientale (CRR), oggi parte di Arpal. Il Centro garantisce un monitoraggio continuo del territorio ligure dal punto di vista radiometrico.

Le attività di Arpal includono:

  • campionamento e analisi di matrici ambientali
  • misure sul campo con strumentazione portatile
  • controlli ispettivi presso chi impiega sorgenti radioattive
  • verifica della contaminazione in caso di incidenti, anche oltre confine (Chernobyl, Fukushima)

Fonti di pressione radiologica sul territorio ligure

Il territorio della Liguria è monitorato da Arpal rispetto a una serie di fonti che possono influire sui livelli di radioattività ambientale. Per ciascuna fonte vengono misurati specifici indicatori — come la concentrazione di determinati radionuclidi o la dose assorbita — su matrici ambientali appropriate, ovvero i materiali e i comparti (aria, acqua, suolo, alimenti) in cui la radioattività può accumularsi o essere rilevata.

Le fonti spaziano da quelle di origine naturale, come il gas radon o i materiali con radioattività naturale (NORM), a quelle di origine artificiale, tra cui impianti industriali, strutture sanitarie, traffico portuale di rottami metallici e — in via precauzionale — la vicinanza a impianti nucleari di paesi confinanti e la presenza di naviglio militare a propulsione nucleare nell’Arsenale della Spezia.

Fonte di pressioneIndicatoreMatrice
Centrali elettriche a combustibile fossile Concentrazione radioattività naturale Combustibili e residui di combustione
Ospedali e/o istituti di ricerca Concentrazione radioattività artificiale Acque di scarico, rifiuti sanitari
Impianti di depurazione Concentrazione radioattività artificiale Acque di scarico, fanghi
Discariche Concentrazione radioattività artificiale Percolati
Porti importazione rottami / Impianti raccolta e fusione / Attività commerciali su rottami metallici Contaminazione o sorgenti radioattive disperse Rottami o altri materiali metallici di risulta
Impiego/detenzione materie radioattive e macchine radiogene Sorgenti radioattive sigillate e non sigillate Sorgenti radioattive artificiali, macchine radiogene
Impianti nucleari nazioni confinanti Concentrazione 137Cs, dose assorbita Particolato atmosferico, suolo, acqua, alimenti
Naviglio a propulsione nucleare — Arsenale Militare La Spezia Concentrazione 137Cs, dose assorbita Particolato atmosferico, sedimenti marini, mitili
Gas radon Concentrazione 222Rn Aria
Materie radioattive naturali (NORM) Concentrazione radioattività naturale Particolato atmosferico, suolo, acqua

Il Radon

Il radon (222Rn) è un gas radioattivo naturale prodotto dal decadimento dell’uranio presente nella crosta terrestre, soprattutto nelle rocce di origine granitica. Si accumula negli ambienti chiusi e poco ventilati.

L’OMS classifica il radon come agente cancerogeno, secondo fattore di rischio per il tumore al polmone dopo il fumo.

Campagne di monitoraggio

Arpal svolge campagne di monitoraggio del radon dal 2019, sia in ambienti indoor sia a livello territoriale attraverso l’analisi del substrato roccioso e dei suoli.

Nel 2025 i nuovi dati hanno permesso di aggiornare la Carta radongenica della Liguria, confermando i diversi livelli di rischio legati alle formazioni geologiche regionali. Accanto alla classificazione dei Comuni basata sui dati indoor, è stato sviluppato un ulteriore livello cartografico che descrive il rischio radon su base geologica alla scala comunale.

Le indagini sulla presenza di uranio nel substrato, sulle concentrazioni di radon nei suoli e il posizionamento di nuovi dosimetri indoor proseguiranno nel 2026, consentendo un aggiornamento dinamico della mappatura e un supporto sempre più solido alle politiche di prevenzione.

Modulistica

Chi detiene sorgenti di radiazioni ionizzanti è tenuto a comunicarlo ad Arpal. Di seguito i moduli per aggiornare il catasto:

  • Notifica di pratica [RTF]
  • Comunicazione di variazione della pratica [RTF]
  • Cessazione di pratica [RTF]

Normativa di riferimento

La normativa e i testi di riferimento in materia di radiazioni ionizzanti sono disponibili sul sito Ambiente in Liguria, alla pagina dedicata alla normativa sulla radioattività. Il principale riferimento nazionale è il D.Lgs. 101/2020 e successive modifiche, che disciplina le esposizioni a radiazioni ionizzanti sia per i lavoratori sia per la popolazione.

Approfondimenti

Fukushima

Il monitoraggio della radioattività in Liguria dopo l’incidente del 2011.

Visita la pagina →

 

Il container di Voltri

Il ritrovamento di cobalto-60 al porto di Genova nel 2010.

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Pellet radioattivo

I controlli sul pellet NATURKRAFT con Cesio-137.

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